TalentScout-LogoBen ritrovati sulla rubrica Talent Scout de “Il calcio che conta”. Questa settimana vogliamo portare alla vostra attenzione un esempio emblematico delle difficoltà che incontrano i giovani calciatori italiani ad entrare nel giro delle squadre professioniste. Il soggetto in questione si chiama Giovanni De Stradis, attaccante classe 97′ in forza all’Hellas Taranto, formazione che al momento milita nel campionato di serie D. Riprendendo il discorso accennato ad inizio articolo, questo ragazzo, nonostante i soli 17 anni di età, è da considerarsi già “vecchio” o quasi, dal momento che non è mai stato tesserato da nessun settore giovanile di squadre di serie A o B, e questo nonostante i numerosi provini svolti da De Stradis con club come: Sassuolo, Modena, Parma e Bologna; ma evidentemente queste società hanno preferito puntare su giocatori stranieri nella speranza di ricavarne introiti nel breve periodo grazie alle plusvalenze.

Eppure a questo giovane di origini pugliesi non mancano le doti per guadagnarsi almeno una possibilità di misurarsi con il calcio professionistico: nella passata stagione, disputata con la maglia delle giovanili della Polisportiva Sava Calcio di Taranto, aveva ben figurato contribuendo alla conquista del titolo di “Campioni di Puglia”, e quest’anno ha con l’Hellas Taranto ha già collezionato 20 presenze e messo a segno 2 gol. Parlando del lato tecnico, possiamo dire che De Stradis è un jolly del reparto offensivo, mancino naturale ma capace di svariare su entrambi gli esterni del fronte d’attacco o di agire come prima punta grazie alle sue doti naturali di agilità e velocità nei movimenti.

L’incredibile vicenda, a cui stiamo assistendo in questi giorni, legata al fallimento del Parma è l’ennesimo esempio di come la gestione portata avanti dalle nostre società di calcio professionistiche, soprattutto le cosidette “piccole”, sia del tutto scriteriata e non produca nessun risultato sia dal punto di vista tecnico che da quello economico. Per l’ennesima volta dobbiamo segnalare l’impellente necessità di un cambio di direzione per salvare il nostro movimento calcistico dalla deriva in cui versa; questo potrà avvenire solo attraverso la creazione di un modello di gestione dei settori giovanili che permetterà a tutti i De Stradis che sono sparsi sul territorio italiano di avere almeno una possibilità concreta di affermarsi nel calcio che conta.