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Il successo della Napoli’s Cup

Spettacolo al PalaVesuvio. Tribune gremite e pubblico festante. Napoli ha già vinto la sua sfida internazionale. Scampia e Ponticelli centro del mondo, dove il judo primeggia, lanciando un chiaro  messaggio di unità.

Sul tatami partono forte i lettoni, che allungano sul 5-0. La rappresentativa napoletana non demorde e agguanta il pareggio (5-5). Negli spareggi ancora equilibrio (1-1). Soltanto al golden score prevalgono gli atleti del Kyodai di Riga, allenati da Gatis Milenbergs, che si aggiudicano tra gli applausi la prima edizione della Napoli’s Cup.

“Napoli è una grande città ed è giusto che sia conosciuta e apprezzata all’estero per la sua bellezza e i suoi trionfi sportivi”, ammette soddisfatto Pino Maddaloni (nelle foto di Rosario Caramiello), campione olimpico, oro a Sydney 2000, al termine del grande evento internazionale di judo, patrocinato dal Coni e Fijlkam, realizzato in Campania dopo le Universiadi di luglio.

maddaloni-questoreCreate le premesse per altre manifestazioni all’ombra del Vesuvio. “Aiutiamo i ragazzi nel loro percorso di crescita, cercando di dare alternative”, ha dichiarato Massimo Parlati (Nippon Club). “Ponticelli e Scampia, così come tutte le periferie d’Italia, hanno un potenziale enorme. Il sogno e la speranza è che Napoli possa diventare capitale mondiale del judo”. Futuro sulla materassina.

 Ha presenziato alle gare il questore di Napoli Alessandro Giuliano. “Lo sport è legalità, uno dei modi più nobili per tenere i ragazzi lontani dalla strada”.

Riapre i battenti, dopo i Giochi universitari, il PalaVesuvio. “Abbiamo puntato molto su queste palestre, ottenuto una ristrutturazione importante (costo complessivo dell’intervento 7 milioni di euro con fondi della Regione Campania). Un punto luce il PalaVesuvio, una speranza e una realtà consolidata”, ha dichiarato l’assessore allo sport Ciro Borriello. “Dal judo napoletano vengono soddisfazioni importanti. La Fijlkam punta molto su Napoli. Ci sono gli interpreti giusti, per far sì che ci siano i campioni giusti. Risultati straordinari in luoghi straordinari, in particolar modo in periferia”, ha concluso Borriello. Sono intervenuti anche il direttore generale e capo di gabinetto Attilio Auricchio e il dirigente ai grandi impianti Gerarda Vaccaro. Aldo Nasti, presidente comitato regionale Federazione Judo, il vicepresidente Bruno D’Isanto, il tecnico della Nazionale italiana cadetti Sandro Piccirillo (Olimpic Center Torre del Greco), il maestro Gennaro Muscariello (Partenope), Raffaele Parlati (Nippon Club), Luca Marmo (Kodokan Napoli), Gianni Maddaloni (Star Judo Club), i due campioni del mondo Christian Parlati e Antonio Esposito.

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Il PalaVesuvio apre le porte alla Napoli’s Cup

img-20191130-wa0040Napoli – Riga mai così vicine con il judo. Al via la prima edizione della Napoli’s Cup, presentata al Gran Caffè Gambrinus. “Evento che mi auguro dia tanta luce alla mia città, al judo, ai ragazzi, che sia di slancio per il futuro e che le giovani generazioni continuino a sentire l’appartenenza ad una città meravigliosa come Napoli”, auspica l’oro olimpico a Sydney 2000, Pino Maddaloni. La città di Partenope appare in tutta la sua bellezza agli occhi degli atleti della Lettonia. “Felici di essere a Napoli. Il judo unisce le nostre città. Non solo competizione sul tatami ma soprattutto amicizia e fratellanza. Grazie per l’ospitalità e l’invito. Siamo molto onorati”, ha dichiarato il tecnico Gatis Milenbergs del Judo Club Kyodai, sancendo di fatto un vero gemellaggio tra Napoli e Riga, con tanto di targa ufficiale a suggellare lo storico momento.

Dalla periferia di Napoli lanciato un messaggio per l’Europa. “Judo sempre più modello di vita e sport per evitare la violenza sulle donne, la mancanza di rispetto nei confronti degli anziani e in particolare per educare i bambini. Insieme facciamo strada, c’è una connessione tra il mondo dello sport e la cultura. Lo sport ha una finalità universale, insegna le regole, dispensa valori e aiuta i ragazzi in difficoltà”, ha sottolineato Gianni Maddaloni (Star Judo Club).  Napoli si compatta e prova a ritagliarsi il ruolo di capitale italiana del judo, oltre a presentarsi all’estero come epicentro della Grande Bellezza.

Sono intervenuti alla conferenza stampa della manifestazione, patrocinata dal Coni e dalla Fijlkam, Aldo Nasti, presidente comitato regionale Federazione Judo, il tecnico della Nazionale italiana cadetti Sandro Piccirillo (Olimpic Center Torre del Greco), il maestro Gennaro Muscariello (Partenope), Massimo Parlati (“PalaVesuvio perfetto per ospitare eventi internazionali”), tecnico della Nippon che guiderà la rappresentativa napoletana sul tatami, Giuseppe e Luca Marmo (Kodokan Napoli), la delegazione lettone, il presidente Coni Campania Sergio Roncelli (nelle foto di Fabio Sasso/www.flashpressagency.com), il primo dirigente della Polizia di Stato Carmine Soriente, Vincenzo Rochira, e il procuratore emerito Giandomenico Lepore. Consegnato ad Antonio Sergio il crest del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro.

Sarà un mercoledì da ricordare (ore 19) per la sfida sul tatami tra i napoletani e i lettoni al PalaVesuvio a Ponticelli. Ad assistere alle gare il questore Alessandro Giuliano e l’assessore allo sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello.

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La prima edizione della Napoli’s Cup: il grande judo all’ombra del Vesuvio dopo le Universiadi

locandinaScampia, Ponticelli, Napoli. Luoghi simbolo dove hanno costruito le loro imprese Pino Maddaloni, oro alle Olimpiadi di Sydney 2000, Christian Parlati, campione del mondo junior (Bahamas 2018), Vincenzo Ascolese, campione d’Europa junior (Atene 1989). La periferia e il centro città unite nel segno del judo. Esaurita la spinta propulsiva delle Universiadi 2019, si continua a ragionare in chiave internazionale all’ombra del Vesuvio con la prima edizione della Napoli’s Cup, patrocinata dal Coni e dalla Fijlkam. Si crea un ponte sportivo e un asse culturale con Riga, capitale della Lettonia, dalla quale proviene la compagine del Judo Kyodai. E con i fratelli (questo il significato di kyodai) dell’Est prevista in calendario la sfida sul tatami con la rappresentativa Judo Napoli mercoledì 27 novembre al PalaVesuvio (ore 19), dopo gli allenamenti congiunti alla Star Judo Club (25 novembre ore 18.30) e doppia seduta alla Nippon Club (27 novembre ore 15.30 con i cadetti e ore 18 con i ragazzi). “Napoli prova a ritagliarsi il ruolo di capitale italiana del judo e a presentarsi all’estero come epicentro della Grande Bellezza”, dichiara Pino Maddaloni, convinto assertore che i valori e l’insegnamento dell’antica arte marziale, praticata sulla materassina, siano validi e attuali più che mai in una società priva di punti di riferimento. “Judo sano modello di vita per i giovani disorientati e non solo”, afferma l’atleta a cinque cerchi di riconosciuta fama mondiale, già allenatore della Nazionale italiana, arbitro internazionale IJF, nonché assistente capo della Polizia di Stato e responsabile sezione giovanile delle Fiamme Oro Napoli. Alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione, presso l’incantevole location del Gran Caffè Gambrinus martedì 26 novembre (ore 10.30), interverranno Gianni e Pino Maddaloni, i fratelli Raffaele e Massimo Parlati, Giuseppe e Luca Marmo, la delegazione lettone, l’assessore allo sport del Comune di Napoli Ciro Borriello, il presidente Coni Campania Sergio Roncelli. Presenzierà il questore di Napoli Alessandro Giuliano. Saluti introduttivi affidati ad Antonio Sergio e Massimiliano Rosati. A sostenere la kermesse McDonald’s, Gambrinus, Global Service Hotel Srl, Stefano Zampino idrosanitari, Barrus, Nippon e Kodokan Napoli

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Serata emozionante in onore di Nicola Tempesta

SAMSUNG DIGITAL CAMERAIncastro di emozioni, intreccio di ricordi. Rivive non solo per una sera il glorioso passato, che si attualizza e spalanca le porte al futuro. Nel segno della napoletanità e di un judo veloce e inimitabile. Si è festeggiato al Kodokan la consegna del 9° Dan al Maestro Nicola Tempesta nel giorno del suo 83esimo compleanno. “Il riconoscimento del grado è forse dovuto in qualche modo ma la vicinanza degli amici che arrivano da tutta Italia è qualcosa che va molto oltre: ti permette di capire quanto hai fatto”. Un bagno di folla per il pioniere del judo italiano, classe 1935, che ha dettato legge sui tatami del mondo, impartendo lezione di stile, umiltà e di vita. “Traguardo che mi onora e che difficilmente si riceve”. Vispo, sorridente, dalla risposta sempre pronta, gli applausi e gli abbracci sono stati tutti per Tempesta, che sul palco siede al centro tra l’onorevole e bronzo olimpico a Montreal ‘76 Felice Mariani e l’oro a cinque cerchi di Sydney 2000 Pino Maddaloni. “E’ un mito: grande uomo, grande carisma, dalle immense qualità tecniche. Tempesta ha incarnato un judo eccezionale, educativo, formativo”, ha dichiarato il già Direttore Tecnico della Nazionale italiana, che ha salutato l’iniziativa voluta dal maestro Giuseppe Marmo di fondamentale importanza per aiutare i giovani a non disperdere la memoria di un così ricco patrimonio sportivo. Napoli si riconferma indiscussa capitale del judo. “Prendevo tre pullman per andare in palestra. Me lo ricordavo quando stavo perdendo e mancavano 40 secondi: mi dava forza. Possiamo fare di più, avvicinare i giovani e parlare di judo come formazione. Rispetto, sacrificio, valori si apprendono praticando tale disciplina. Essere napoletano è una marcia in più”, ha affermato l’allenatore delle giovanili delle Fiamme Oro partito da Scampia e arrivato sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi australiane. Forte soddisfazione espressa dal presidente della Fijlkam Domenico Falcone per la serata celebrativa nella particolare quanto suggestiva location dell’Albergo dei poveri. “Giornata storica in un posto carico di umanità e luogo ideale per esaltare e omaggiare i campioni. Consegniamo la massima onorificenza: Nicola Tempesta è ancora un bambino, che ama il judo da pazzi”.  Tanti aneddoti in particolare il legame con il professore Sergio Fati e la sua esperienza all’ENAOLI, durante la quale educò al judo un gruppo di orfani scatenati,  divenuti poi a loro volta Maestri. “Ce l’ho fatta grazie a Tempesta: sono stato più volte campione d’Italia. Faccio per gli altri sull’esempio di Fati e Tempesta, che si prodigarono per me: offro la possibilità di praticare sport a quanti non dispongono dei mezzi economici. La priorità è la salute. Se poi nascono campioni, ancora meglio”. Premiati per la passione dimostrata e il judo praticato il dottore Ciro Mauro, Direttore della Struttura Complessa di Cardiologia all’Ospedale Cardarelli, l’oncologo Roberto Fiorentino del Cardarelli e il fisioterapista Marco Pisani. Presenti il Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Giuseppe Borrelli, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, Aldo Policastro, il maestro di strada ed ex sottosegretario alla Pubblica Istruzione, Marco Rossi Doria, il maestro Bruno Carmeni con Tempesta ai Giochi olimpici nel Sol Levante nel 1964, Luigi Nasti, vicepresidente della Fijlkam, l’assessore allo sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello, il Campione del Mondo Cadetti Giovanni Esposito, Domenico Di guida vice campione del mondo juniores, Campione d’Europa juniores e più volte campione italiano assoluto, Giovanni Di Cristo, numerose volte campione italiano assoluto e campione d’Europa under 23, il maestro Alfredo Apicella, delegato CONI in Brasile. Ben oltre 300 i presenti all’evento condotto da Gianluca Punzo della Società Italiana Storia dello Sport con Giuseppe Tribuzio, docente dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. E chissà che il judo non diventi una nuova materia tra i banchi di scuola.  Questa la vera sfida da giocare, come ha auspicato il dirigente scolastico Mena Nocera. Battute finali: si alza, si inchina davanti al folto pubblico ringrazia. Tempesta Sensei Arigato.

 

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Tributo a Nicola Tempesta al Kodokan.

nicola-tempestaNapoli capitale del judo, non solo per una sera. Tempesta Sensei Arigatô giovedì 28 giugno alle 20.30 al Kodokan, all’Albergo dei Poveri, in Piazza Carlo III: festa dello sport e momento di sentito ringraziamento in onore del Maestro Nicola Tempesta, judoka napoletano classe 1935, cui verrà conferito il 9° dan. Doverosa quanto sentita iniziativa, promossa dal suo allievo Giuseppe Marmo, l’evento-tributo per il primo judoka italiano a primeggiare in ambito internazionale. Il suo un palmares robusto: due medaglie d’oro (1957 e 1961), sei d’argento e una di bronzo; più volte campione d’Italia, Tempesta ha partecipato alla prima Olimpiade di judo a Tokyo nel 1964; tecnico della Nazionale italiana per diversi anni, portando gli atleti azzurri sui tatami di tutto il mondo con ottimi risultati. Fil rouge della kermesse sarà la storia del judo olimpico italiano, in un viaggio a ritroso che arrivi ai suoi albori segnati dalla presenza, dagli anni ’50 del secolo scorso in poi, di Nicola Tempesta: si traccerà la sua versatile figura di atleta, allenatore e maestro, sottolineando la forte identità tutta italiana e tipicamente napoletana, che mantenne nel proprio judo. Tra i tanti aneddoti legati alla lunga attività del M° Tempesta si ricorderà quello che lo lega al Prof. Sergio Fati con la sua esperienza all’ENAOLI durante la quale educò al judo un gruppo di orfani divenuti a loro volta Maestri della disciplina. Alla manifestazione parteciperanno tra gli altri l’On. Felice Mariani, medaglia di bronzo a Montreal ’76 e già Allenatore e Direttore tecnico della Nazionale di judo, il Presidente della FIJLKAM, dott. Domenico Falcone, l’Assessore allo sport del Comune di Napoli Ciro Borriello, l’oro a cinque cerchi nel 2000 a Sydney Pino Maddaloni, il M° Bruno Carmeni, il prof. Giuseppe Tribuzio ordinario all’Università di Bari, la prof.ssa Mena Nocera, dirigente scolastico e il prof. Gianluca Punzo della Società Italiana Storia dello Sport.

 


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