“Il playout? Delusione immensa, la colpa è soltanto nostra ma ora rimbocchiamoci le maniche”

Il presidente Muro col ds del Procida

Il presidente Muro col ds del Procida

Amarezza, nervosismo, rabbia, delusione. Aggettivi che solo minimamente rappresentano ciò che l’isola di Procida sta vivendo in questi giorni. Un epilogo beffardo, quanto strano, quello di questa stagione. Con una squadra partita con obiettivi importanti ma relegata ad una clamorosa retrocessione in Promozione. Tutto questo dopo una partita leggendaria che ha visto il piccolo Hermes Casagiove strappare un’improbabile salvezza allo “Spinetti”. “E’ stata una partita stregata – commenta il presidente Luigi Muro – con un primo tempo giocato male ed affrontato da femminucce, lavorava più il pressapochismo che l’attaccamento alla maglia biancorossa. Ed il secondo tempo si è concluso con tre traverse, un palo, numerose occasioni da gol, in undici contro nove non siamo riusciti a pareggiare. Non ci sono scusanti, è esclusivamente colpa nostra. Sono amareggiato perché alcuni calciatori interpretano il calcio in maniera molto superficiale e sto misurando le parole per non dire cosa penso veramente nei confronti di chi dovrebbe essere la bandiera del Procida ed invece ne è stata la vergogna”. Un epilogo sfortunato, causato anche da condizionamenti esterni, quantomeno nel finale di campionato quando la salvezza sembrava essere stata acciuffata. “Quella farsa dello sfalsamento di Pozzuoli, quindici giorni fa, è stata disgustosa. Detto questo, il playout lo dobbiamo quantomeno pareggiare e a quest’ora staremmo festeggiando la salvezza. Se non l’abbiamo fatto, la colpa è dei calciatori e dell’aspetto tecnico, in generale, di tutta la squadra”. Ed ora che la stagione è finita, è tempo di bilanci. E quello tracciato quest’anno è forse il primo veramente negativo da quando Luigi Muro è presidente. Fin qui c’erano state grandi salvezze, vittorie, successi anche in coppa Italia e a livello giovanile. “Sono presidente dal 2005 e in questi 10 anni abbiamo portato il Procida ad alti livelli. Sono stati vissuti bei momenti, con vittorie dei campionati, una finale di coppa Italia, il titolo juniores e tanti risultati positivi. Oggi viviamo un brutto momento ma il calcio è fatto anche di sconfitte. Prendiamo atto di questo e vediamo cosa si può costruire per il futuro. Vorrei puntare di più sui ragazzi procidani ma non vedo all’orizzonte una grande passione, speriamo nei più giovani”. E per il futuro: “A caldo non si fanno proclami, né disfattistici né di programmazione. Abbiamo sempre detto che siamo nel calcio per la passione e per rappresentare un’isola intera, quindi non è un problema di categoria. E’ chiaro che l’Eccellenza è una categoria alla quale aspiriamo, e possiamo ancora permetterci di farlo perché il punteggio accumulato negli anni ci consente anche di essere ripescati. Adesso ci prendiamo una piccola pausa di riflessione per poi convocare una riunione in settimana con gli altri dirigenti per tracciare un bilancio e decidere sul da farsi”. Ripartire da quanto di buono è stato fatto in questi anni ma anche dal fantastico pubblico che ha popolato lo “Spinetti”, segno inequivocabile che una cultura calcistica sta nascendo anche a Procida. “Abbiamo lavorato molto per questo. Ringrazio i ragazzi del Napoli Club Gennaro Schiraldi, ma non solo. Ho visto tanti nonni con i nipoti, giovani, famiglie e questo mi fa molto piacere. Applauso finale al Casagiove? I tifosi del Procida sono eleganti, passata l’arrabbiatura si ricorderà di una pagina di sport importante”.