casa-neroverdeCasa Neroverde, buonissima la prima. Il Pordenone Calcio ha messo in collegamento stamattina in videoconferenza un centinaio di tifosi, chi dal salotto, chi dalla cameretta e chi dal terrazzo, con capitan Mirko Stefani, Gianvito Misuraca e Tommaso Pobega. Tante, tantissime le domande per i ramarri, che si sono raccontati con grande piacere alla curiosa platea virtuale, unita dalla passione neroverde.

A seguire una sintesi delle risposte.

Capitan Stefani: «Se ricominceremo, in piena sicurezza, ci faremo trovare pronti. Siamo in costante contatto con la società, il mister e lo staff, oltre che chiaramente connessi tra di noi. Ci stiamo allenando nel miglior modo possibile, sfruttando tutti gli spazi di casa. La partita neroverde dei ricordi? Ce ne sono tante fortunatamente. Ma scelgo Pisa-Pordenone dei playoff 2015/2016: abbiamo perso 3-0 ma lì ho capito che potevamo toglierci soddisfazioni ancora più grandi. Come club, squadra e tutto l’ambiente. E proprio Pordenone è una città ottima per vivere (e lavorare) al meglio, i pordenonesi sono gente alla mano e sempre vicini come tifosi. Ci alleniamo in un centro sportivo, il De Marchi, ottimo per fare calcio ad alti livelli. Il coro più bello? “Pordenone, unico grande amore…”. Nei miei trascorsi precedenti ricordo come compagni di grande talento Diamanti e Catellani, come vedo oggi per Tommaso (Pobega, ndr) un grande futuro».

Misuraca: «Le partite mancano eccome, mi sa che tra poco non farò più vincere i miei figli in casa per ritrovare lo spirito competitivo. Scherzo! Ma prima di tutto manca la quotidianità e vivere lo spogliatoio. Tutti i giorni gioco “partitelle” di basket e calcio in casa con il mio piccolo Gabriel, di 4 anni. E con tutti e due (Riccardo, di un anno e qualche mese, ndr) faccio invece “sollevamento figli”, che è molto divertente. Per me e ancor di più per loro. Di emozioni ne ho e ne abbiamo provate tantissime con il Pordenone (124 le sue presenze, ndr): scontato dire San Siro magari, e allora scelgo Cagliari-Pordenone come immagine indelebile. Senza dimenticare la conquista della serie B, chiaramente. A Pordenone si vive benissimo, se proprio devo dire una cosa che manca, e come potrei altrimenti da palermitano: il mare. Talenti con cui ho giocato in passato? Nell’Under 21 ricordo la qualità di Gabbiadini».

Pobega: «In questo periodo sto riscoprendo la famiglia. Dopo tanti anni gioco vicino a casa, alla mia Trieste. Pordenone-Frosinone, e chi lo scordo l’esordio in B? Prima della partita c’era tanta tensione. Alla fine ho fatto fatica a dormire, ho ricevuto centinaia di messaggi per la doppietta e la prestazione. Il gol più bello finora è probabilmente quello a Frosinone, nel girone di ritorno, ma quello con l’Empoli è stato un super gol di squadra: un’azione fantastica, da vedere e rivedere. La realizzazione di quanto proviamo tutti i giorni in allenamento. Il mio idolo da bambino era Schweinsteiger: per ruolo e per il capello biondo. Un sogno era diventare una figurina dell’album Panini: realizzarlo quest’anno è stato veramente emozionante. Nel Milan ho giocato con tanti giocatori top: Donnarumma, un predestinato già a 14 anni, Locatelli, il più forte con cui mi sono allenato, e Cutrone».

Oltre ai calciatori non sono mancati interventi “formativi” su come vivere questo periodo come quelli del preparatore atletico Tommaso Zentilin e dell’esperto in psicologia dello sport Ennio Martin, oltre quelli dell’assessore Emanuele Loperfido e di Claudio Canzian, bandiera neroverde e vice presidente della Figc regionale. Hanno portato i saluti della società il direttore generale Giancarlo Migliorini e il direttore sportivo Emanuele Berrettoni.