higuainSta per chiudersi questo 2014 ed è momento di bilancio, oltre che di mercato, per tutte le squadre della Serie A. Guardando al Napoli, i partenopei hanno chiuso l’anno con la vittoria della Supercoppa Italiana. Titolo che, superando la Juventus ai rigori, va ad aggiungersi alla Coppa Italia conquistata a maggio contro la Fiorentina. Il Napoli è stata così l’unica compagine italiana a portare a casa due titoli nel 2014. Sicuramente un buon viatico per gli azzurri per l’anno che verrà, ma non sono tutte rose e fiori: i sistematici problemi della difesa, la mancanza di equilibrio della squadra e le difficoltà a fare punti con le grandi restano i “talloni” d’Achille di una squadra che potrebbe e avrebbe dovuto fare molto di più soprattutto in campionato e in Europa.

Ecco le pagelle dei calciatori maggiormente impegnati da Benitez nell’anno solare (e che sono ancora in rosa):

Rafael: la stagione per il portiere brasiliano non era iniziata al meglio, con Reina scelto come titolare e lui costretto a fare il secondo. Tenuto ai box anche per il grave infortunio, ha pian piano trovato la forma, tanto che il Napoli ha deciso di puntare forte su di lui per il campionato in corso. Non ha convinto del tutto, soprattutto nelle uscite, mentre tra i pali sembra una certezza, ma le parate decisive nella Supercoppa Italiana gli garantiscono un mezzo voto in più. 6,5

Ghoulam: il buon finale di campionato lo scorso anno gli ha consentito di prendere parte al mondiale in Brasile. Il piede c’è, la corsa pure, e la tattica pian piano sta crescendo portando l’algerino ad essere uno dei punti di forza della manovra offensiva della squadra di Benitez. Sempre pronto a spingere, un po’ più impacciato quando difende. 6,5

Zuniga: praticamente mai visto, prima per un infortunio, poi per un altro. Il colombiano è diventato un oggetto misterioso e il suo voto è relativo, più che al giocatore in sé e alle sue prestazione, all’intera gestione del caso Zuniga. 3

Britos: relegato al ruolo di panchinaro, in estate è stato vicino alla cessione, ma poi Benitez gli ha ritagliato, con l’arrivo di Koulibaly, un ruolo da vice Ghoulam sull’out di sinistra. Non è certo la sua posizione, ma nelle poche volte che è stato chiamato in causa non ha combinato disastri. Comunque da un giocatore pagato intorno ai 10 milioni di euro ci di dovrebbe aspettare di più. 5

Koulibaly: fenomeno o brocco? Arrivato a Napoli in sordina, il francese ha sin dal ritiro incantato i tifosi e gli osservatori per la sua prestanza fisica e la determinazione con cui scende in campo. Ma dopo alcune ottime prestazioni, sono anche arrivati errori clamorosi che hanno contribuito a rendere il passivo della retroguardia azzurra un po’ troppo pesante. Un fatto però è sicuro: il potenziale c’è e ci si può lavorare. E non è un caso che Koulibaly abbia giocato più volte da titolare, anche più di Higuain. 6,5

Albiol: quando era arrivato l’estate scorsa era stato osannato da tutti perché finalmente in difesa c’era un uomo di carisma capace di creare gioco sin dalla partenza dell’azione e anche attento nella marcatura. Il suo 2014 però non è stato sicuramente all’altezza delle prima partite in maglia azzurra e le prestazioni raramente hanno superato la sufficienza. C’è bisogno di invertire la rotta e subito per lo spagnolo. 5

Henrique: il suo arrivo era passato inosservato a molti. Poi il brasiliano pian piano aveva conquistato la fiducia del tecnico e dei tifosi con grinta e motivazione, mostrando anche una qualità non eccelsa ma sufficiente e la voglia di servire la causa al 100%. Ma se la parte finale dello scorso campionato è stata positiva, per Henrique il finale di stagione è stato deludente, tanto che per lui si vocifera di un ritorno in patria anticipato già alla prossima sessione di mercato di gennaio. 5,5

Maggio: le scorribande sulla corsia laterale diminuiscono inevitabilmente con l’avanzare dell’età, ma quando la condizione c’è Cristian è ancora il padrone incontrastato della fascia destra. Non sempre i cross sono precisi e puntuali, mentre le diagonali sono il suo pane quotidiano. SI chiude così un anno sufficiente per il nazionale, con la possibilità di proseguire su questo andamento per il resto della stagione. 6

Mesto: tenuto fuori a lungo da un infortunio, il suo ruolo è stato sin da subito quello di vice di Maggio sull’out di destro. Ruolo ricoperto con sufficiente abilità dall’ex genoano nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa. 6

David Lopez: critiche e mugugni hanno accompagnato il suo arrivo a Napoli tra l’indifferenza quasi totale della gente, che gli avrebbe preferito un Mascherano o un Gonalons. Eppure lo spagnolo, sgomitando nel mezzo, si è pian piano conquistato il ruolo di titolare. Certo, non sarà il Gerrard o il Lampard della situazione, ma in fase di rottura (è quello il suo compito) fa valere il suo fisico e le sue capacità atletiche. 6,5 

Inler: lo svizzero non conquista mai del tutto il cuore dei tifosi napoletani. Alterna prestazioni buone e importanti ad altre mediocri e davvero insufficienti. Il suo destro e il suo sinistro trovano spesso la via della porta, ma poco quella della rete per un calciatore dal tiro preciso e potente come il suo. La regia non è sempre illuminata, ma non sono certo la grinta e la determinazione le doti che mancano allo svizzero. 5,5

Jorginho: l’italo-brasiliano del Verona, approdato alla corte di bBnitez, sarebbe dovuto esserne il faro del centrocampo. E invece, nonostante le occasioni concessegli dall’allenatore iberico, Jorginho non ha mai preso in mano le redini del centrocampo dispensando tempo e assist ai compagni. Gli manca ancora forse quel carisma per diventare giocatore importante in una squadra importante come il Napoli, ma le occasioni di dimostrare la propria qualità cominciano a diminuire. Urge una svegliata per il brasiliano, o il rischio flop sarà dietro l’angolo. 5

Gargano: è tornato a Napoli per essere inserito sulla lista di imbarco poco dopo. Invece il mercato lo ha obbligato a rimanere, nonostante la tifoseria contraria, sotto le pendici del Vesuvio. Panchina tutto l’anno” si diceva a inizio stagione, e invece l’uruguaiano, idolo della piazza ai tempi di Edy Reya, si è man mano conquistato il posto che gli spetta nel centrocampo del Napoli, diventando, soprattutto nella parte finale del 2014, pedina inamovibile davanti alla difesa. Certo, da lui non ci si potrà aspettare mai la grande qualità, ma la corsa, la voglia e la costanza delle prestazioni sì. 6,5

Mertens: il finale di stagione dello scorso campionato è stato esaltante. Il belga, quasi sempre inserito nel secondo tempo, entrava e spaccava le difese avversarie a suon di dribbling, accelerazioni e conclusioni dalla distanza. Dopo il mondiale, però, Mertens è tornato forse un po’ scarico e ha avuto difficoltà a carburare. Solo le ultime prestazioni sembrano lentamente vedere un suo miglioramento e si attende perciò, nel 2015, una nuova grande stagione, specie ora che, dopo l’infortunio di Insigne, dovrà dimostrare di essere il titolare indiscusso del ruolo. 6

Insigne: l’infortunio ha tolto al Napoli e a Napoli un giocatore che finalmente stava esplodendo. Nel 2014 non sono stati pochi i fischi per il gioiellino tascabile di Frattamaggiore, che però pian pian, con lavoro e dedizione, stava finalmente mostrando tutte le sue potenzialità, soprattutto sotto l’aspetto dell’uomo assist per Higuain e compagni. L’attesa sarà per il suo rientro, aspettando però il campionato futuro per rivederlo ai livelli a cui ha lasciato. 5,5

De Guzman: l’olandese di volante non ha granché, o almeno in pochi se ne sono resi conto. Benitez, dal canto suo, sta faticando a dargli spazio nell’unidici titolare, nonostante l’annata non gioiosa di Hamsik e l’infortunio di Hamsik. De Guzman, però, ha dimostrato di esserci quando è sceso in campo, consegnando al Napoli il gol vittoria all’esordio in campionato a Marassi col Genova e la storica tripletta in Europa League. Ancora poco per poter dire che ha i numeri per essere un titolare nel Napoli, ma sicuramente abbastanza per poter stare nella rosa azzurra. 6

Michu: oggetto misterioso all’arrivo e oggetto misterioso alla partenza? Lo spagnolo non ha mai convinto, causa infortuni, i suoi tifosi e la dirigenza partenopea, che sembra averlo già messo in lista di sbarco nella prossima sessione di mercato. Riuscirà il biondo attaccante che viene dalla Premier League a far ricredere tutti? 5

Hamsik: Napoli e il Napoli ricordavano un centrocampista – trequartista slovacco con grandi propensioni offensive e una mira infallibile sotto porta. Il suo 2014 ha un po’ ridimensionato questa visione del capitano azzurro, che si è acceso soltanto a tratti, e molto di rado, in un anno abbastanza grigio e magro sia dal punto di vista delle prestazioni che dei numeri. Pochi gli assist, pochi anche i gol per uno come lui “abituato” a raggiungere la doppia cifra. Il 2015 dovrà quindi essere l’anno della svolta. E’ da lui che Benitez si aspetta il salto di qualità per fare la differenza anche in campionato. 5

Callejon: Atletico Madrid o non Atletico Madrid, lo spagnolo a Napoli sembra star divinamente, tanto da aver trovato una continuità realizzativa formidabile che non gli apparteneva neppure ai tempi del Real Madrid. Gol a raffica, corsa e sacrificio nelle coperture hanno fatto di Jose Maria uno degli idoli del San Paolo. E anche se nell’ultimo mese numeri e prestazioni si sono appiattite, con errori sotto porta importanti e inaspettati, Callejon resta uno dei migliori calciatori del Napoli in questo 2014. 7,5

Higuain: l’argentino è il vero trascinatore della squadra. Benitez lo sa, lui lo sa, i tifosi lo sanno e la dirigenza anche. Senza i suoi gol, il Napoli latita, e lo si è visto in questo inizio di stagione in cui il pipita non ha trovato mai la via della rete, se non in Europa League. Poi la forma pian piano è arrivata, è cresciuta, i gol sono arrivati e i risultati del Napoli anche. L’anima, il cuore e il cervello. Indispensabile, e non solo per la sue doti straordinarie da attaccante di aria di rigore. Si chiude un 2014 fatto di gol importanti (come la doppietta in Supercoppa Italiana), ma anche di tanto delusioni (eliminazioni in Champions League e Preliminari), dove però l’argentino il suo l’ha sempre fatto. Da vero fuoriclasse. 7,5

Zapata: oggetto di mercato in tutte le sessioni del 2014, ma il Napoli non l’ha mai mollato. Benitez gli ha concesso più di una volta una chance da titolare, ma il colombiano non ha mai veramente convinto nella prima parte dell’anno, nonostante i 5 gol messi in saccoccia alla fine della scorsa stagione. Quest’estate si pensava ad una sua partenza, invece è rimasto e sotto Natale ha dato il meglio di sé quasi mettendo in difficoltà Benitez nella scelta se schierare lui o Higuain nella partitissima di Doh della Supercoppa. Segno che Zapata, in arte Duvan, nel suo 2014 ha fatto bene. 6,5

Benitez: è il re delle coppe e anche a Napoli ha portato due trofei, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Il terzo posto in campionato la passata stagione, dietro solo agli straordinari campionati di Roma e Juventus, e i proclami di questa estate facevano però presagire finalmente ad un Napoli pronto anche in Serie A per competere per lo scudetto, e invece i problemi (causa anche un mercato non certo esaltante) sono rimasti sempre gli stessi. Nella partita secca il Napoli è ad altissimi livelli, nel lungo cammino rimane una squadra poco più che sufficiente. E la colpa, di conseguenza, non può che ricadere anche sull’allenatore, a cui spetta il compito di dare stimoli evidentemente migliori e superiori ai suoi ragazzi. Per questo mezzo voto in meno al simpatico tecnico spagnolo. 6,5