sanpaolonotteDomenica al San Paolo è in scena non una partita qualunque, ma la Partita. Quella con la P maiuscola, almeno per i tifosi del Napoli, perché Napoli-Juventus non è un match come tutti gli altri. E a sottolinearlo ci ha pensato il presidente degli azzurri, Aurelio De Laurentis, che in un’intervista rilasciata ai colleghi di Repubblica, ha dichiarato che “Per me è il derby nazionale: la Juventus non è una squadra torinese, ha un tifo trasversale in tutta Italia, perfino nella nostra città. Ma il Napoli è la bandiera del Meridione. Per me poi è una partita speciale in assoluto” ha continuato a spiegare De Laurentis “specialissima: ho battuto per la prima volta la Juve quando eravamo in C1, in un torneo estivo. Poi abbiamo fatto insieme con i bianconeri il percorso dalla B alla Serie A. Molte volte hanno vinto loro, ma spesso è capitato anche noi…“.

Attesissima dunque anche dal numero 1 partenopeo la partitissima del 18° turno di campionato, che vedrà di fronte il Napoli e la Juventus, di nuovo, dopo le emozioni della Supercoppa italiana. Al San Paolo, però, questa volta, si attendono più di 50mila persone. Non come a Doha, dove il match è stato un lusso per i pochi “ricchi” in grado di permettersi la trasferta. “E’ un peccato giocarla in un impianto non all’altezza” ha però sentenziato De Laurentis “Ci sarà perfino una parte di curva inagibile. Purtroppo il Comune è sempre più assente e io sono preoccupato: per il futuro del calcio a Napoli e di tutta la città. Il nostro stadio è inadeguato, manca anche la manutenzione: ci siamo vergognati d’ospitare club come Bayern, Arsenal, Manchester“.

Ma a Fuorigrotta, domenica sera, non ci saranno i tifosi juventini (se non quelli napoletani che tifano per la società piemontese). La decisione è stata infatti resa pubblica dal Prefetto di Napoli su indicazione del Casms, il comitato che si occupa di valutare i rischi legati alla sicurezza negli stadi, che ha scelto di vietare la trasferta ai supporter della squadra bianconera dopo che le due società non erano riuscite ad incontrarsi (Napoli assente) il 2 gennaio in un incontro istituzionale al Viminale, per organizzare la gestione dei propri tifosi. Il Napoli si difende però dalle accuse che arrivano da Torino, dove alzano i toni: “E’ del tutto inaccettabile ricevere dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero degli Interni, tramite la Lega Nazionale Professionisti Serie A, nella mattinata del 31 dicembre u.s. una convocazione riguardante una riunione indetta per la mattina del 2 gennaio u.s. avente ad oggetto la sicurezza di una gara di calcio così importante. Ciò detto, la mancata partecipazione del rappresentate della S.S.C. Napoli S.p.a. alla richiamata riunione convocata dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive non ha avuto nessun effetto, nè mai avrebbe potuto averne, rispetto al provvedimento adottato dal Prefetto di Napoli. La S.S.C. Napoli auspica che per il futuro tali problematiche vengano affrontate con un adeguato anticipo, di almeno 30 giorni, e non solo una settimana prima della disputa dell’evento“.