Il centro tecnico di Castelvolturno

Il centro tecnico di Castelvolturno

Come è ormai consuetudine per questa testata giornalistica, a fine anno è tempo di bilanci, è il momento di analizzare l’anno solare della SSC Napoli. L’ ultimo resoconto sul club partenopeo lo abbiamo fatto a fine Maggio 2014, al termine della stagione sportiva 2013/2014; un bilancio che definimmo positivo considerato che si era conquistata una Coppa Italia, si era arrivati terzi in campionato centrando diversi record tipo le dieci vittorie in trasferta e i 104 goal segnati e che in Europa si era usciti a testa altissima dalla Champions mentre in Europa League si poteva fare meglio ma comunque la squadra si era giocata le proprie carte ed era mancato anche un pizzico di fortuna. Tutto ciò con un allenatore nuovo al timone, un nuovo modulo e modo di giocare, tanti calciatori nuovi. Gli aspetti positivi evidenziati a Primavera, erano soprattutto legati alla qualità, l’imprevedibilità e l’ intensità del gioco d’attacco oltre ad una mentalità nuova che vedeva il pareggio equivalente ad una sconfitta pertanto contava solo vincere. Come dicemmo in quell’occasione, c’era sicuramente da migliorare qualcosa soprattutto per quanto concerne i cali di tensione in particolare contro le squadre piccole, cosa che purtroppo non è stata messa in pratica. Inoltre auspicavamo l’arrivo  di un altro paio di giocatori di un certo spessore dotati di carisma, personalità, abituati a cavalcare i grandi palcoscenici e vincere sempre; anche questo invito non è stato accolto da De Laurentiis ed il suo staff. Dovendo però giudicare l’operato degli azzurri nell’anno solare 2014, non possiamo che parlare di anno positivo visto che dopo la Coppa Italia, si è vinta anche la Supercoppa Italiana. Un giudizio favorevole, dovuto più che altro ai due trofei messi in bacheca, che però non deve far sedere la società ma deve essere di stimolo per metter su un Napoli sempre  più forte, facendo crescere prima di tutto il fatturato, come auspica il presidente, per poi metter su un team di campioni che possa competere con i top club d’Italia e d’Europa. Nel frattempo, gli attuali calciatori, devono fare il possibile per tenere alta la concentrazione e l’intensità di gioco anche nelle partite contro le cosiddette “piccole”, perche i campionati si vincono e si perdono proprio contro queste squadre.