maggioMattinata di lavoro a Castelvolturno per il Napoli di Benitez che, dopo aver perso l’occasione di accorciare le distanze dalla Roma in classifica con il pareggio in extremis al San Paolo, con l’Inter, e con la Lazio ormai a pari punti con i partenopei, non ha tempo di riflettere che deve già preparare la sfida di ottavi di finale di Europa League contro i russi della Dinamo Mosca, che sbarcheranno domani a Capodichino.

Lo staff del tecnico spagnolo deve valutare le condizioni di Maggio (noie muscolari) e Britos (problema al polpaccio destro), che contro i neroazzurri domenica sera hanno dato forfait. Ovviamente Benitez spera di recuperarli entrambi per dare spazio ad una rotazione più ampia, come da sempre prevista nei suoi piani per consentire sempre una certa brillantezza fisica alla squadra, ma il loro differenziato anche di ieri non lascia molti margini di ottimismo intorno alle loro condizioni. Out anche Gargano, ne avrà ancora per una settimana, ecco che le scelte del madrileno e di Pecchia sembrano orientate più o meno verso una conferma dell’11 che ha pareggiato con l’Inter domenica sera. Le uniche eccezioni potrebbero riguardare l’utilizzo di Mesto e Ghoulam come terzini (al posto di Henrique, quest’ultimo in ballottaggio con Albiol per una maglia da titolare al centro della difesa al fianco di Koulibaly, e Strinic), e di Jorginho in mediana (per uno tra Inler e David Lopez). In attacco possibile chance dal primo minuto per Zapata, De Guzman e Gabbiadini, con Hamsik e Higuain pronti a dare battaglia dalla panchina, per cercare di mettere in tranquillità la qualificazione ai quarti di finale già all’andata, per non correre rischi a Mosca il 19 marzo.

Intanto fanno rumore le voci dalla Francia che giungono da un grande ex del Napoli come Edinson Cavani. L’urugaiano, intervistato da Radio Sport 890, ha ricordato con affetto i tifosi e la squadra azzurra, non ponendo un veto ad un suo ritorno sotto il Vesuvio. Ad una condizione però, che non ci sia De Laurentis: “Io ringrazierò sempre con affetto tutte le squadre in cui ho giocato perché mi hanno fatto crescere sia come persona sia come calciatore. Ma a Napoli furono tre anni splendidi, una città che mi diede tutto: nome, crescita, fama nel mondo. Sento molte sensazioni quando si parla di Napoli. Tornarci? Io ne ho parlato con la mia famiglia e mi piacerebbe davvero molto tornarci un giorno, solo quando non ci sarà il presidente attuale però. Tornerei a questa condizione, l’ho sempre detto. Ho sentimenti talmente grandi per quella città che se potessi, tornerei in modo chiaro e deciso senza nemmeno pensarci due volte“.

Perché no finché ci sarà De Laurentis? “Nel calcio spesso c’è molta politica e si perdono alcuni valori propri dello sport, valori umani. Non mi è piaciuto quello che è stato detto quando me ne sono andato, ma non ho mai detto nulla per rispetto del club. Ma sono sempre stato chiaro, credo che non sia stata rispettata una persona che ha dato tutto per il club. Napoli mi ha dato tantissimo, ma anche io ho dato qualcosa, il mio massimo. Se succederà, un giorno spero di dare ancora di più. C’è ancora gente che mi vuole bene tra i tifosi, è vero, gente legata a me; ma che siano state dette certe cose è da brutte persone“.