Galabinov-e-DangeloLa Juve Stabia si traveste da bella di notte mettendo alle corde un Avellino sottotono, salvato nel finale da uno spunto di Galabinov, cui Rastelli aveva preferito inizialmente l’ex Biancolino. Braglia estrae dal cilindro, oltre a Mezavilla centrale difensivo, Caserta fantasista alle spalle di Doukara e Sowe e il capitano gialloblù approfitta a pieno della libertà concessagli segnando una doppietta. Il primo sigillo arriva quando il cronometro non ha ancora concluso il suo secondo giro con una conclusione dal limite, su assist di Doukara, che beffa Seculin dopo un’ininfluente deviazione di un difensore. La seconda rete giunge un minuto prima della mezz’ora della ripresa, a coronamento di un lungo periodo di possesso palla gialloblù con il solito Doukara nell’insolita veste di uomo assist. E non a caso la rete del 2-2 avellinese giunge proprio qualche secondo dopo la standing ovation a lui riservata da Braglia prima dell’ingresso di Piccioni. L’Avellino si è rivelato ben poca cosa confermando il suo attuale non brillante periodo di forma che lo vede allontanarsi dai playoff. Qualche sprazzo di buon gioco si è intravisto solo nel finale di primo tempo quando, in coincidenza dell’ingresso ritardato dei sostenitori biancoverdi al Menti, ha chiuso per qualche minuto la Juve Stabia nella sua area. Dopo la bocciatura di D’Angelo e la sua sostituzione con Togni (colpito poi alla testa dopo uno scontro di gioco a fine gara) già nel primo tempo, è l’altro ex Castaldo a siglare l’1-1 in dubbio fuorigioco, tanto che Caserta si guadagna il giallo per le proteste mentre si avviava verso gli spogliatoi per l’intervallo. Dopo il raddoppio stabiese nella ripresa gli irpini hanno reagito di orgoglio gettandosi nella metà campo avversaria e, dopo un gol mangiato da Arini, è stato lo stesso Arini a inventarsi il cross che ha permesso a Galabinov di esultare per il 2-2.