douglascoutinhoIl campionato del mondo che si è concluso domenica scorsa con il trionfo della Germania di Loew verrà probabilmente ricordato dai posteri principalmente come il mondiale della disfatta brasiliana. Il clamoroso 1-7 subito dai verdeoro, proprio contro i tedeschi, rimarrà come una sorta di anno zero per il calcio brasiliano che a causa di questo risultato hanno la loro reputazione di fucina inesauribile di talenti calcistici che l’accompagnava sin dai tempi di Pelé. A questo proposito il talent scout de “Il calcio che conta” è andato ad indagare sui giovani astri nascenti del campionato brasiliano, a cui toccherà l’arduo compito di riportare ad alti livelli la nazionale penta campione.
Il reparto della formazione di Scolari che ha maggiormente deluso è senza dubbio quello avanzato che dopo l’infortunio di Neymar non è più riuscito a mascherare i propri limiti con prestazioni imbarazzanti nelle sfide contro Germania e Olanda decisamente indegni della gloriosa tradizione degli attaccanti della Selecao.
Tra i vari giovani prospetti emersi nel campionato brasiliano il nostro osservatore ha puntato gli occhi su Douglas Coutinho, centravanti ventenne dell’Atletico Paranense. Coutinho è nativo di Volta Redonda ed è approdato tra le fila dell’Atletico Paranense nel gennaio 2013. Dal punto di vista fisico, con i suoi 183cm di altezza per un peso di 71kg, rappresenta il prototipo del centravanti rapido e di movimento; tecnicamente è un destro naturale ed ha nel accelerazione, velocità e movimento le sue armi migliori per penetrare le difese avversarie.
Nel corso del ultimo campionato disputato Coutunho ha già mostrato di possedere, nonostante la giovane età, buone doti di temperamento accollandosi in più di un occasione la squadra sulle spalle riuscendo in qualche modo a salvare dal disastro la stagione, non particolarmente brillante, dell’Atletico Paranense.
La passione per il calcio in Brasile è sempre fortissima e Coutinho è solo uno dei potenziali campioni espressi nei vari campionati italiani e noi siamo sicuri che già nelle prossime competizioni la Selecao, senza le pressioni che porta l’essere padroni di casa, tornerà ai livelli che gli competono come d’altronde già successe in seguito al Maracanazo del 1950.