screenshot_20200419-153926Una scelta difficile, amara, sofferta ma – in questo momento – doverosa:
mi dimetto da Presidente della Juve Stabia.
Con le mie dimissioni, che seguono quelle di ieri dell’Amministratore, i “dilettanti allo sbaraglio” lasciano il campo al patron Manniello.

La storia si ripete ed anche lo scrivente, come la miriade di soci che lo hanno preceduto, davanti alle menzogne, alle prevaricazioni, alle degenerazioni dialettiche e strumentali del signor Manniello, si ritira ponendo fine all’immissione di capitali nella Juve Stabia – capitali sottratti alle proprie attività imprenditoriali anche per far fronte al mancato rispetto degli impegni assunti da chi avrebbe dovuto affiancarlo in questo magnifico progetto. Lascio al signor Manniello la libertà di rifinanziare e sostenere le impellenti e improrogabili necessità di risorse economiche che si richiedono ad horas, cui fino ad oggi si è rifiutato di offrire il proprio contributo.

Dopo essermi dapprima avvicinato come sponsor ed aver successivamente – eravamo ancora in serie C – contribuito (prima da socio di minoranza e da marzo 2019 quale socio al 50%) in maniera determinante e con l’immissione di danaro fresco alla promozione ed all’iscrizione al campionato di serie B, in questa stagione ho fatto tutto il possibile per mettere lo staff tecnico in condizione di mantenere la categoria, inserendo nel contempo ingenti risorse nelle casse della Juve Stabia per “mettere in sicurezza” la società e far fronte alla disastrosa esposizione debitoria pregressa, frutto della precedente gestione. Una gestione dissennata della quale il sottoscritto ha l’unica responsabilità di essersene assunto l’onere per passione, per amore della squadra, per senso di responsabilità, per la fiducia che i tifosi gli avevano dato.

L’unico obiettivo era fare della Juve Stabia un club modello, capace di coniugare i risultati sportivi con una sana gestione economico finanziaria, degna della cadetteria e del blasone della Juve Stabia, una delle società di calcio più antiche d’Italia. Per questo motivo avevo affidato, di concerto con il socio, all’oggi dimissionario Amministratore unico ing. D’Elia, professionista e manager affermato, la mission di strutturare un rinnovato soggetto giuridico che fosse all’altezza delle altre società di B. All’Amministratore spettava il compito di individuare figure professionali in grado di modernizzare la struttura del club (senza rinunciare a chi aveva scritto la storia recente della società) potendosi avvalere di consulenti esterni necessari a muoversi in un contesto giuridico-legislativo di grande complessità quale quello del calcio di Serie B.

Ecco i miei intendimenti all’inizio di questa avventura, che speravo di condividere con il socio Manniello! Avventura che si è trasformata in un incubo per la diversità di approccio imprenditoriale – nonché per le modalità di risoluzione della miriade di impegni quotidiani – oltre che per le divergenze sulla necessità di apporto di capitali alla società per la gestione ordinaria e straordinaria. È palese ormai l’incompatibilità e l’inconciliabilità di vedute con il socio Manniello, l’impossibilità di strutturare una società che sia davvero pronta a far parte delle prime 40 squadre del Paese. È palese il rifiuto del rispetto delle deleghe e delle responsabilità (da domani comando io e decido cosa fare…) cui si sommano le notizie false e tendenziose che hanno leso la mia onorabilità e credibilità, giammai messa in dubbio da chicchessia in trenta anni di attività.
È palese che questi temi fondamentali, hanno tranciato definitivamente il rapporto di necessaria collaborazione tra i soci.

In tal senso, appare del tutto pretestuosa la chiamata in causa dell’Amministratore unico D’Elia, sulla cui correttezza formale e sostanziale non vi è motivo alcuno di discussione. A lui tutta la mia solidarietà nel rammarico di averlo perso nel pieno di un percorso virtuoso, interrotto da ingiustificate ed incomprensibili contestazioni che trovano risposta solo nel metodo subdolo della diffusione di menzogne generate ad arte per ottenere il risultato delle sue dimissioni – risultato raggiunto ieri mattina – che, purtroppo per la Juve Stabia, priva la gestione societaria del suo vertice nel momento più delicato.

Detto questo, non posso far altro – con profonda amarezza – che rassegnare anche io le dimissioni dalla carica di Presidente. Mi rammarica profondamente che i tifosi non abbiano potuto comprendere a pieno lo spirito dal quale ero mosso anche perché non sono stati adeguatamente informati di quanto ho investito – in termini di energie oltre che di capitali – nel progetto Juve Stabia. Mi sono scontrato contro un muro di gomma su cui è rimbalzato ogni tentativo di apportare il mio contributo alla società che resta – a mio giudizio – deficitaria nelle risorse economiche, nel suo organigramma e nella governance e che richiede, ancor più di ieri, una presenza energica e competente che oggi, purtroppo, non ha più.

Prendo atto di tutto ciò per constatare che non posso più andare avanti e che – di conseguenza – non ha più senso proseguire in questa avventura, pur garantendo a mia cura e spese “in prorogatio” e fino alla nomina del nuovo Amministratore e del nuovo Presidente, la gestione sanitaria (test già eseguiti, tamponi da fare domani in avanti, per tutti) e organizzativa per la migliore e compiuta ripresa degli allenamenti dei nostri atleti.

Ringrazio tutti.
Ringrazio il team preesistente, nelle persone che hanno spassionatamente collaborato con la nuova componente societaria e che, per gran parte, sono tifosi volontari coinvolti gratuitamente e spontaneamente per pura passione.
Ringrazio tutti coloro del nuovo team che hanno creduto nella nuova governance e che hanno affiancato me e l’Amministratore per un anno e più nella nuova avventura che qui termina.
Ringrazio il mister Caserta, i suoi collaboratori e la squadra tutta che hanno dimostrato passione e cuore per i nostri colori tenendosi opportunamente fuori dalle inopportune beghe societarie che, ne sono certo, non mineranno il loro impegno.
Saranno in grado di compiere lo sforzo necessario per il rush finale di questo campionato e regalare ai tifosi la soddisfazione della permanenza in categoria.
Ringrazio Gianni Improta, guida pacata e competente, che ha saputo consigliarmi ed affiancarmi per il bene della squadra nei momenti belli ma, soprattutto, in quelli più difficili.
Ringrazio, infine, anche coloro che non mi hanno compreso fino in fondo e, in particolar modo, i tifosi, per avermi trasferito e fatto apprezzare quanto amore possa esserci in una realtà come Castellammare di Stabia nei confronti della propria squadra del cuore.
Ci rivedremo sugli spalti del Menti: il tifoso Langella sarà lì con voi, con il cuore e di persona, a lottare e soffrire per i nostri colori.
Con l’amaro in bocca, ma con il cuore giallo blu, vi saluto augurando alla squadra, alla società, ai tifosi ed alla Città tutta, le migliori fortune.

Andrea Langella