Juventus in semifinale di Champions League dopo 13 anni

Juventus in semifinale di Champions League dopo 12 anni

Venerdì a Nyon ci saranno i sorteggi che determineranno gli accoppiamenti delle quattro semifinaliste di Champions League. Tre super potenze, Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco, ed una “outsider”, la Juventus.

Bianconeri appunto, che ieri sera sono stati protagonisti di una prestazione piuttosto opaca, ma che comunque portano a casa una qualificazione storica: dodici anni di attesa per rivedere la Juventus in semifinale della coppa dalle grandi orecchie. Risultato finale zero a zero e bianconeri che festeggiano in virtù dell’uno a zero dell’andata. La sfida allo “Stade Louis II” è stata di marca Monaco. Francesi subito aggressivi fin dal primo tempo, ritmi altissimi e Juventus in confusione. Tanta la mole di gioco degli uomini di Jardim, ma alla fine vere occasioni da goal non ci sono state. Da segnalare un possibile fallo di rigore di Chiellini e Vidal, che in tandem chiudono a sandwich Kondogbia. Bianconeri davanti hanno fatto veramente poco, ma che in fase difensiva hanno dimostrato di essere un gruppo unito e coeso. Solo nel finale pressione Monaco notevolmente diminuita (d’altronde impossibile reggere quei ritmi per tutti i 90 minuti) e Juventus che ha collezionato due calci d’angolo e una traversa colpita da Pirlo su punizione. A dire il vero molti juventini non erano al top, come Vidal recuperato in extremis a causa di una tonsillite, Tevez alle prese con i soliti problemi alla gamba destra, Pirlo non era al cento per cento e Morata che, uscito dal campo, ha avuto problemi di stomaco. Contento comunque Allegri, che così ha parlato della partita ai microfoni di Sky: “Non abbiamo giocato bene, ma il Monaco è una squadra tosta e che obbliga gli avversari a giocare male. Il loro pressing a tutto campo ci ha messo seriamente in difficoltà, ma al di là di questo abbiamo rischiato veramente poco. Per noi era importantissimo centrare il sogno delle semifinali. Ora si fa veramente dura e siamo sicuramente la squadra meno favorita delle quattro, ma possiamo giocarcela con tutti, anche se al sorteggio eviterei soprattutto il Bayern Monaco”. Dall’altra parte, il tecnico portoghese Jardim (una furia in panchina per tutta la gara) polemico dopo l’eliminazione: “Abbiamo dimostrato di poter tranquillamente far parte delle otto squadre più fori d’Europa. Con la Juventus abbiamo giocato alla pari e forse meritavamo qualcosa di più. Certo, se andiamo ad analizzare alcune situazioni, posso dire che la qualificazione non è stata determinata dai giocatori” chiaro il riferimento all’arbitraggio, sia della partita d’andata, con un penalty fischiato alla Juventus un po’ dubbio, e sia al rigore non concesso invece al Monaco nella sfida di ritorno.

Nell’altro quarto giocato ieri sera, vittoria meritata del Real Madrid. Merengues in totale controllo del match e tantissime palle goal. Le più clamorose sono capitate sul destro di C. Ronaldo, che malamente calcia addosso a Oblak, e a Chicharito Hernandez, che da posizione decentrata, invece di servire al centro, decide di calciare in porta e colpisce l’esterno della rete. Atletico Madrid che punta più a difendere che non ad attaccare e primo tempo che si chiude sul risultato di zero a zero. Nel secondo tempo il copione non cambia, ma la svolta della partita arriva al 76’. Arda Turan, già ammonito, commette fallo su Sergio Ramos, inevitabile il secondo giallo e Atletico in dieci. Il goal vittoria arriva poco dopo. Cristiano Ronaldo entra in area e semina il panico, Chicharito tutto solo davanti alla porta reclama il pallone, CR7 gli serve sul piatto d’argento il più facile dei goal ed il messicano manda in visibilio la curva dei blancos. Ancelotti a fine gara parla di vittoria e qualificazione meritata: “Come tutte le gare contro l’Atletico, anche questa è stata molto dura ed equilibrata. Loro sono bravissimi a difendersi e per noi non è stato facile trovare spazi lì davanti. Comunque sia, per come abbiamo giocato l’andata ed il ritorno, penso sia stata una qualificazione meritata ed ora vedremo cosa ci riserverà l’urna di Nyon”. Dall’altra parte El Cholo Simeone, sportivamente, accetta la sconfitta: “Ovviamente dispiace, ma alla fine sono orgoglioso lo stesso dei miei ragazzi. Il Real è una squadra molto forte e alla fine posso solo fare i complimenti a loro per il passaggio del turno”.

Nelle partite di martedì, un Barcellona in modalità gestione batte due a zero il Psg. Partita decisa da una doppietta di Neymar, autore di una stagione di altissimo livello, sicuramente la migliore da quando gioca con la maglia blaugrana. Tutte e due le reti nel primo tempo e partita, ancor prima di iniziare, già decisa. Il Psg ogni tanto prova delle offensive, ma con scarsi esiti. La qualificazione si era di fatto decisa nella partita d’andata e non è mai stata in discussione. Raggiante comunque Luis Enrique, che, numeri alla mano, sta ottenendo risultati migliori rispetto al super Barcellona di Pep Guardiola: “Siamo contenti di aver ottenuto il pass per le semifinali. Devo fare i complimenti ai ragazzi che stasera non hanno sbagliato niente e hanno giocato con la giusta concentrazione. Stiamo facendo molto bene, ma per il momento non abbiamo vinto ancora nulla, dovremo continuare a lavorare ancora duramente”. Di umore diametralmente opposto Laurent Blanc: “Sapevamo che il quarto contro il Barcellona sarebbe stato durissimo, noi abbiamo provato a fare il massimo, ed alla fine non posso che fare i complimenti al Barcellona”.

Sempre martedì, il Bayern di Guardiola ha lanciato un messaggio chiaro alle altre tre semifinaliste. Risultato tennistico contro il Porto ed esito della partita d’andata completamente ribaltato. Fin dal primo minuto l’ira tedesca si è scatenata sui portoghesi e, in neanche mezzora, Bayern va sopra di tre goal. Alcantara apre le danze, con colpo di testa, al 22’ sempre di testa, e con un Fabiano non in grandissima forma (del resto come tutto il Porto), sigla la rete del 2 a 0. Tris che arriva al 27’ con l’attaccante polacco Lewandowski. Azione spettacolare con tocchi al volo e di prima di Lahm che dalla fascia destra serve Muller, il quale sempre al volo passa all’attaccante polacco, che di testa insacca alle spalle del portiere dei biancoblu. Porto in totale confusione e decisamente impaurito, non riescono a tenere palla e sembrano in trans agonistica. Dieci minuti più tardi arriva il pokerissimo di Muller e primo tempo che si chiude con la cinquina del solito Lewandowski. Secondo tempo in cui i bavaresi, con la qualificazione in tasca, abbassano un pochino i ritmi, ma che comunque non rinunciano ad attaccare. A 20’ minuti dalla fine il Porto riduce le distanze con la rete del talentuoso Jakson MArtinez. Il 6 a 1 definitivo porta la firma di Xabi Alonso su punizione calciata magistralmente. Da segnalare anche l’espulsione all’87esimo di Marcano, per somma di ammonizioni.

Insomma, questa due giorni di Champions ci ha mostrato che Real Madrid, Bayern e Barcellona sono di un altro pianeta e che tutte e tre meriterebbero di alzare la coppa. La quarta, la Juventus, sarà la cenerentola della situazione, con Allegri che però è convinto che i suoi ragazzi possano mettere in difficoltà chiunque.