Il martedì di Champions ha visto gli uomini di Simeone avere la meglio sul Leverkusen ai rigori, mentre per l’Arsenal rimonta a metà. Un due a zero inutile, in virtù dei tre goal segnati dal Monaco all’Emirates.

Oblak para il rigore di Calhanoglu e regala i quarti all'Atletico Madrid

Oblak para il rigore di Calhanoglu e regala i quarti all’Atletico Madrid

Al Calderòn c’è il pubblico delle grandi occasioni ed atmosfera suggestiva. Purtroppo la partita non è stata all’altezza dei tifosi e 90’ di pura noia. Solamente un tiro pericoloso, che si è tradotto poi nella rete dell’uno a zero per gli spagnoli. Al 27’, infatti, azione insistita dell’Atletico Madrid, dopo un batti e ribatti, la palla finisce a Mario Suarez, il quale senza pensarci su, tira dal limite d’area di rigore. Il tiro non sembra irresistibile e Leno è ben posizionato, ma il turco Toprak, con l’intento di intercettare, mette il piede, la sfera deviata si va così a depositare in rete, con il portiere tedesco che preso in contro-tempo può solo guardare. Per il resto da segnalare solo l’infortunio del portiere Moya, che al 23’ è costretto a lasciare il campo per un problema alla coscia destra. Al suo posto lo sloveno Oblak, che si renderà protagonista nei calci di rigori. Come detto dunque un brutto ottavo di finale, dove l’Atletico seppur in maniera sterile, fa la partita, mentre il Bayer Leverkusen si limita a difendere. Nei supplementari il copione non cambia e qualificazione che si deciderà ai rigori. La tensione si taglia col coltello, le due squadre si sono mostrate molto nervose per tutta la partita e solo un ottimo Rizzoli è stato in grado di gestire la situazione. Ai penalty, Raul Garcia e Koke sbagliano per i biancorossi di Madrid (errori però ininfluenti), mentre per i tedeschi errori decisivi di Calhanoglu (prestazione da 4 in pagella), Toprak e Kiebling. Simeone può così esultare, ma non troppo; la sua squadra infatti, contro un modesto Bayer, ha mostrato tantissimi limiti, sia di gioco che di condizione fisica, ed in Champions non sarà facile.

Giroud a colloquio con Wenger, ma all'Arsenal il suo gol non è bastato: passa il Monaco

Giroud a colloquio con Wenger, ma all’Arsenal il suo gol non è bastato: passa il Monaco

Nell’altra gara, invece, abbiamo assistito ad un vero e proprio assedio per 94 minuti. L’Arsenal ha fatto la partita, costantemente in attacco, con i francesi di Jardim che si sono limitati a difendere e coprire tutti gli spazi. Una tattica, quella del portoghese, che spesso non paga, ma ieri sera, anche se con non pochi rischi, ha portato i suoi frutti. Al 36’ ci pensa Giroud a sbloccare la partita. Abile a smarcarsi all’interno dell’area di rigore, con il destro prova a battere Subasic in uscita. Il numero uno monegasco è bravo a respingere, ma l’attaccante dei Gunners è reattivo e fortunato, raccoglie il pallone e calcia a porta sguarnita. Dopo il vantaggio, gli uomini di Wenger ci credono ancora di più, mentre i biancorossi del principato iniziano a preoccuparsi. Primo tempo che termina sull’uno a zero e tante occasioni per gli inglesi. Nellla ripresa il copione non cambia e a 10 minuti dalla fine (forse troppo tardi) arriva il raddoppio da parte del centrocampista Ramsey. Bell’azione Gunners, dalla sinistra Monrreal serve in area a Walcott una bellissima palla, Theo si coordina ed il suo tiro si va a stampare sul palo, la difesa del Monaco raccoglie la sfera e spazza. Sulla corta respinta Ramsey fa suo il pallone e di destro, con un diagonale forte e preciso, batte per la seconda volta Subasic. Da lì alla fine Arsenal completamente a trazione anteriore, il Monaco stanco sembra sul punto di crollare ma alla fine porta a casa una storica qualificazione. Ottima comunque la prova degli undici di Londra, che però hanno da recriminare sulla partita d’andata, giocata malissimo e senza i giusti stimoli. Mentre per il Monaco tanta sofferenza, forse in questa Champions sono la squadra con meno tecnica e qualità, ma Jardim ci crede e vuole godersela fino alla fine.