Avellino – Reggina 3-0

Galabinov-e-DangeloL’Avellino liquida la Reggina tenendo accesa la fiammella della speranza playoff, legata a un successo in casa del retrocesso Padova e a una girandola di risultati favorevoli dagli altri campi negli ultimi 90’. Gli irpini giocano un ottimo calcio e appaiono in buone condizioni fisiche, con Rastelli che rispolvera Soncin tenendo in panchina Galabinov e Bittante reduci da impegni infrasettimanali ed entrati nella ripresa. Ottimo il fraseggio e la voglia di crederci fino in fondo per una matricola uscita tra le ovazioni del pubblico. Dal suo canto la Reggina, senza vittorie da 13 turni e con 10 titolari rimasti a casa, si è battuta discretamente con un manipolo di giovani bravi a tessere gioco ma poco produttivi in avanti. La partita è un monologo degli irpini. Già al 13’ è il palo a respingere il tap in di Castaldo sulla conclusione di Ciano respinta da Pigliacelli. Comincia un assedio che vede due conclusioni di Ciano al 22’ e 25’ di poco fuori. Sul decimo angolo a favore al 33’, l’Avellino sgretola il bunker: Fabbro è bravo nel taglio e preciso di testa sul corner di Ciano. Nella ripresa l’Avellino gestisce la gara con la Reggina pericolosa in contropiede. Gli irpini chiudono i
conti al 28’con un’azione tutta classe e potenza di Galabinov, che Coppolaro inutilmente tenta di strattonare. Ma il bulgaro, dopo Fabbro, deve uscire per infortunio qualche minuto la prodezza. Il tris è opera di Ciano al 34’, splendida parabola su punizione.

Brescia – Juve Stabia 4-1

Il Brescia offre barlumi di spettacolo e vince nettamente una gara di fine stagione con una Juve Stabia retrocessa da tempo. La squadra di Iaconi chiude la pratica già nel primo tempo chiuso con due reti di vantaggio grazie ai gol di Scaglia e Budel, nella ripresa completano la giostra dei gol Morosini e Benali.
La Juve Stabia trova il gol con Doukara, nell’ennesima serata no di un campionato da dimenticare. L’ultima trasferta del triennio in B quindi si rivela un’autentica disfatta per le vespe, dominate da un Brescia che, pur demotivato e con tante assenze, non ha pietà di una squadra ormai allo sfascio e rifila ai gialloblù un poker che non ammette alibi.