Rastelli1La Juventus affonda i denti anche in Tim Cup. La squadra di Antonio Conte liquida, in casa, il malcapitato Avellino, con un sonoro 3-0, aggiudicandosi così l’accesso ai quarti di finale, dove affronterà la vincente tra Roma-Sampdoria. Le squadre scendono in campo con moduli speculari, entrambi i tecnici rimangono fedeli al loro credo tattico, ovvero il 3-5-2. Molte le assenze tra le file dei padroni di casa, Conte ha voluto dare spazio a coloro che finora si sono visti poco, optando, quindi, per una sorta di “Juventus B” con Storari; Caceres, Ogbonna, Peluso; Motta, Padoin, Marchisio, Asamoah, De Ceglie; Giovinco, Quagliarella. L’Avellino, dal canto suo, non ha nulla da perdere, giocarsi la qualificazione allo Juventus Stadium, contro i campioni d’Italia, è già un traguardo eccezionale. Rastelli, al contrario di Conte, non effettua rivoluzioni, in campo vanno quasi tutti i titolari: Di Masi; Izzo, Peccarisi, Pisacane; Zappacosta, D’Angelo, Togni, Arini, Millesi; Herrera, Castaldo.
Avellino senza timori reverenziali dunque, ma già dai primi minuti di partita, si intuisce che non ci sarà storia. La juve ci impiega giusto 7 minuti per andare a segno. Ci pensa Giovinco con un bel destro a giro ad aprire le danze. Passano meno di 10 minuti ed è ancora la “formica atomica” a pennellare l’assist vincente per l’accorrente Caceres…è il 2-0. Alla mezz’ora vengono fuori anche gli ospiti, che si fanno notare grazie ad un colpo di testa di Castaldo, palla che però si spegne sul fondo. Al 34’ il gol che chiude definitivamente il match: Punizione di Giovinco, ancora una volta nelle vesti di uomo assist, e gol di Quagliarella, quello del numero 27 bianconero, sarà l’ultima rete della serata, complice un secondo tempo giocato su ritmi abbastanza blandi da entrambe le squadre. Da registrare a 10 minuti dal termine il rientro in campo, dopo un lungo stop, di Simone Pepe, accolto da un’autentica ovazione da parte di tutto lo stadio.