0-0 il risultato finale all’Adriatico. Irpini in dieci nella ripresa

L’Avellino cambia volto per cercare di uscire dal tunnel buio in cui è entrato nelle ultime quattro partite. Mister Rastelli sceglie il modulo 3-5-2 per la 18° di campionato con Pisacane avanzato a centrocampo e Petricciuolo nel consueto ruolo di interno sinistro, in avanti il duo collaudato Castaldo-Comi. Due le variazioni rispetto alle attese per il Pescara, che rinuncia a Vitturini e a Zuparic. Nel 4-4-2 di coach Baroni a destra in difesa gioca Cosic, mentre accanto al rientrante Memushaj a centrocampo Appelt Pires viene preferito a Zuparic. Duo d’attacco biancazzurro formato da Melchiorri e Maniero.

A inizio partita subito un giallo in avvio per l’Avellino: Schiavon, nel tentativo di calciare in area, viene anticipato da Bunoza che ne fa le spese con un calcione in pieno volto. Il centrocampista dei lupi viene ammonito, mentre l’esterno bosniaco deve uscire dal campo sostituito da Zampano. Nel complesso però la squadra di Rastelli è abbastanza nervosa nei primi istanti di gioco del match con numerosi falli soprattutto a centrocampo. Al 12° episodio molto dubbio in area di rigore bianco verde: Melchiorri si beve tutta la difesa in slalom, entra in contatto con Ely in area ma per l’arbitro è simulazione dell’attaccante ex Maceratese, che viene ammonito. Graziato nell’occasione il difensore italo-brasiliano, che si era fatto bruciare dall’accelerazione del diretto avversario. La partita sale di torno e al 18° è botta e risposta. La squadra di Rastelli sbanda ancora con Schiavon, Maniero si invola in area ma temporeggia troppo e la difesa biancoverde spazza. Sul ribaltamento di fronte Castaldo va al tiro dal limite, la palla esce di poco alla destra di Aresti. Raffreddatisi gli animi e le trame di gioco propositive, la gara si concentra essenzialmente a centrocampom con le due squadre che non riescono a rendersi particolarmente pericolose. Bisogna attendere dopo la mezz’ora per annotare un tiro in porta. E’ di Appelt, che prende la mira dai 25 metri decentrato sulla sinistra, sfera pizzicata da un difensore bianco verde e che si abbassa improvvisamente lambendo il montante a Gomis battuto. Il portierone irpino rimane contuso al costato nella mischia sul corner successivo e deve abbandonare il terreno di gioco, sostituito da Frattali. I restanti minuti scivolano via verso il tunnel degli spogliatoi per l’intervallo che registra uno scialbo 0-0 con tanto agonismo e poche emozioni.

Nel secondo tempo i ritmi al ritorno in campo non cambiano, il Pescara prova ad incidere alzando il baricentro con Bjarnason che gioca praticamente sulla linea degli attaccanti. I padroni di casa detengono il pallino di gioco, si scoprono alla ricerca del vantaggio e allora Rastelli inserisce un attaccante più funzionale alle ripartenze come Arrighini, che rimpiazza un opaco Comi. Ci si mette Ely però a rovinare i piani di Rastelli falciando da tergo a centrocampo Melchiorri. L’arbitro non ha dubbi e punisce l’intervento del difensore direttamente sulle gambe dell’avversario con il rosso diretto. Per lui si tratta della terza espulsione stagionale dopo quelle rimediate con Spezia e Lanciano. Al 26’ la prima vera occasione della ripresa, e a crearla è l’Avellino, con Castaldo che controlla in area un cross di Schiavon e appoggia per la botta di D’Angelo, che però spedisce abbondantemente a lato dal limite. La replica pescarese non si fa attendere dopo due giri di lancette: su uno spiovente proveniente dalla destra, Maniero difende la palla e spalle alla porta dal limite si inventa un’acrobazia che Frattali è bravo a neutralizzare con un guizzo sotto la traversa. Prodezza del portiere di riserva biancoverde, che nega la gioia del nono centro in campionato al bomber abruzzese. Nel recupero l’espulsione di Salamon (fallo a centrocampo su D’Angelo) riporta in parità numerica il match. E’ l’ultima delle scarse emozioni all’ “Adriatico”. L’Avellino rimedia un pari d’oro in dieci uomini e si rimette in carreggiata dopo il ko interno con il Crotone. Sabato prossimo al “Partenio” arriva il Bologna.