Più tempo in pedana, meno attaccamento al computer. Maggiore attenzione alla pratica sportiva, minori distrazioni con tablet e smartphone. Al via “Più Scherma meno schermi, il progetto ideato dal Club Schermistico Partenopeo, diretto da Lorena De Felicis con il sostegno della Fondazione Banco di Napoli, presieduta da Rossella Paliotto. Ad illustrare l’iniziativa Sandro Cuomo, ct della Nazionale italiana di spada. “Nasce l’idea di scherma globale, ovvero far allenare e combattere insieme soggetti con diverse disabilità unitamente ai normodotati, mettendoli ad armi pari in pedana”. Progetto pioneristico e innovativo a Napoli e nel Centro-Sud Italia, della durata di 18 mesi. “Operiamo all’Istituto Domenico Martuscelli già da anni su questi temi e adesso, grazie all’aiuto della Fondazione Banco di Napoli, ci stiamo strutturando sotto il profilo dell’accessibilità dell’impianto, attraverso l’acquisto di materiali specifici, in modo da creare un vero polo di scherma integrata, che possa essere un punto di riferimento non solo nazionale ma anche internazionale”, spiega Cuomo nel corso della conferenza di presentazione, tenutasi a Palazzo San Giacomo.

Due le fasi del rivoluzionario progetto: la realizzazione di una sede stabile e permanente, dove tali attività possano essere promosse in maniera totalmente inclusiva e una competizione integrata tra atleti normodotati, in carrozzina, e non vedenti, l’ambizioso punto di arrivo, “che speriamo già di mostrare ai Campionati Italiani Assoluti di giugno al PalaVesuvio, quando consegneremo il secondo Trofeo Martuscelli”
Auspica fiducioso Cuomo.

Nello specifico, quando l’atleta normodotato incontrerà quello non vedente, dovrà indossare una benda, mentre dovrà sedersi, quando gareggerà contro un rivale in carrozzina. Si adegua, inoltre, l’offerta tecnico-sportiva, per consentire una notevole partecipazione.

Abbattere schermi e barriere. Porta il saluto e l’apprezzamento del presidente della Fis Giorgio Scarso, impegnato nella sessione del Cio a Losanna, Matteo Autuori, numero uno della Federscherma Campania, nonché vicepresidente Coni regionale. “E’ la prima volta di un tale significativo progetto, originale e molto bello. Idea affascinante e Fis all’avanguardia: si occupa, inoltre, di autismo e ragazzi in carrozzina, abbracciando una fascia ampia. Un progetto che merita di essere esteso anche alle scuole, per invogliare i ragazzi a staccarsi da tablet, pc, smartphone, televisione. Non a caso la regione Campania detiene il più alto tasso di obesità. Bisogna dunque incentivare percorsi sportivi per il benessere personale e collettivo”.

Sinergia sine die. Rinnovato il protocollo d’intesa tra Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) della sezione di Napoli e il Club Schermistico Partenopeo. Un legame che si consolida e che intende andare lontano nel tempo. Quartier generale l’Istituto Domenico Martuscelli. “Se lo sport è importante per i normodotati, è fondamentale per l’integrazione dei disabili nella società. Il mio, -afferma Mario Mirabile, presidente UICI Napoli-, un accorato appello affinchè si divulghi il progetto “Più Scherma e meno schermi” alle diverse istituzioni scolastiche del territorio. E’ complesso, ancora oggi, far accettare un bambino e un ragazzo non vedente e ipovedente in un impianto sportivo. Troppi disabili, purtroppo, non praticano sport nella nostra regione”. E in previsione del centenario dell’UICI “alla Mostra d’Oltremare il 5 e 6 marzo si terrà una dimostrazione di scherma a Fuorigrotta, perché la pratica sportiva venga sempre più divulgata”, annuncia Mirabile.
CIP Campania. Napoli in prima linea, merito dell’impegno e dell’attivismo, non da oggi, del Comitato Paralimpico Italiano. “Da tempo stiamo lavorando con Sandro Cuomo, per ricercare soluzioni adatte e funzionali al mondo paralimpico. La pedana del Martuscelli punto di riferimento, per far partecipare i ragazzi alla vita sportiva e sociale, staccandoli dalla multimedialità imperante. “Più Scherma meno schermi un esperimento senza finalità competitive, un progetto di inclusione e integrazione dall’alta valenza, perché diffonde il messaggio che la scherma è aperta a tutti. E le famiglie sono serene, in quanto affidano i loro figli a strutture sportive qualificate”, evidenzia soddisfatto Carmine Mellone, presidente CIP Campania.
Atleti con disabilità protagonisti ed esponenti di altissimo profilo. Cattedra e pedana, professore associato alla Federico II e sciabolatrice con già tre pesanti medaglie internazionali in bacheca, protesa alla qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo, Rossana Pasquino, che ha “mosso i primi passi” al Collana. “Il Club Schermistico Partenopeo è la mia famiglia, un bel gruppo con tutte le particolarità del caso. Abbiamo istituzionalizzato il progetto che già portiamo avanti il mercoledì sera, che promuove sport e integrazione, ed è un vero arricchimento personale”.
Karate – calcio – sitting volley e scherma. Sport nelle sue molteplici segmentazioni. Non serve aggiungere altro: Francesco Iannelli, “ultimo acquisto” del Club Schermistico Partenopeo. “Il presidente Mellone mi ha indicato la scherma, dopo aver vinto il campionato del mondo di karate, e indossato la maglia da attaccante per il calcio amputati. Sono scatenato e ho voglia di vincere e provare. Non c’è differenza tra campioni olimpici e paralimpici. Lo sport non ha occhi per vedere la disabilità, non ha orecchie per sentire quello che non va. Lo sport abbraccia tutti e dà la possibilità di superare se stessi. I limiti sono nella mente e lo sport fa sì che li cancelli e il cuore li batta”.
Veleggiando anche in pedana. Terzo classificato nel circuito paralimpico, in cinque anni il non vedente Massimo Mercurio Miranda ha riconvertito la sua vita, in maniera versatile e poliedrica. “Abbattere gli schermi mentali la nostra battaglia. Il progetto è una bella opportunità e sono contento di farne parte”.
Insegnamento. “Ciascuno può imparare da quello che fanno gli altri. Rossana, Francesco e Massimo stanno dando un plusvalore al nostro movimento con le loro competenze e passioni. Stiamo sulla strada giusta, per un reale percorso di integrazione totale”, rileva entusiasta Sandro Cuomo.
In Sala Giunta sono intervenuti anche gli atleti della Nazionale italiana di spada: il figlio d’arte Valerio Cuomo, campione del mondo under 20,
che ha raccontato di aver perfezionato la sua preparazione, tirando anche bendato e in carrozzina (“Ho scoperto un lato nuovo della scherma”), il campione universitario italiano Vittorio Amendola, e il valido elemento azzurro Gianpaolo Buzzacchino.
Istituzioni. “Sandro Cuomo non ha mai sbagliato né una partenza né un arrivo. Il progetto annulla le differenze, fa di Napoli la capitale mondiale dell’integrazione e ci proietta in un mondo migliore con Pasquino, Iannelli e Miranda”, ha rimarcato Carmine Sgambati, presidente della commissione sport del Comune.
Dalle Universiadi di luglio 2019 alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo 2020, passando per i Campionati Italiani Assoluti e “Più Scherma e meno schermi”. Napoli si è ritagliata un ruolo di prim’ordine, città particolarmente sensibile al Terzo Settore e alla dimensione sociale. “Più luoghi di scherma ci sono, maggiore è il processo di integrazione. La virata di Sandro Cuomo sulla scherma paralimpica è necessaria. Contate su di noi, siamo al vostro fianco. Crediamo nel valore universale dello sport e Napoli ha ben figurato con le Universiadi, momento importante per la città. Bisogna, però, offrire ulteriori possibilità e lottare con maestri di spessore come Sandro Cuomo”, le conclusioni non formali di Ciro Borriello, assessore allo sport del Comune di Napoli.
Integrazione e inclusione con il progetto sportivo e sociale “Più Scherma e meno schermi”, una realtà viva all’ombra del Vesuvio, dove tutto è possibile.