giovedì 17 ottobre 2019

campionato primavera


Pigino, Pro Vercelli Primavera: “Gli stranieri tolgono spazio anche ai nostri ragazzi”

By  Published: 10th dicembre 2014

Il tecnico della Pro Vercelli Primavera analizza il campionato dei suoi ragazzi e il momento complicato del campionato italiano, dando la sua ricetta per uscire dalla crisi

Vista della tribuna dello stadio Piola di Vercelli

Vista della tribuna dello stadio Piola di Vercelli

Ecco l’intervista integrale, realizzata alla trasmissione “Primavera in Goal” sulle frequenze di RadioGoal24, ad Antonio Pigino, ex calciatore di Serie A (per lui sei presenze, come portiere, nel Torino) e Serie B, oggi allenatore della squadra Primavera della Pro Vercelli, che sta facendo molto bene nel girone A del Torneo Giacinto Facchetti.

Una squadra imprevedibile, capace di battere compagini importanti. Qual è la forza della sua Pro Vercelli?

La possibilità di lavorare in un contesto ottimo. La società ci mette a disposizione attrezzature, campi, e anche calciatori ad altezza di Primavera. L’anno scorso la prima squadra era in Serie C, quest’anno è tornata nel campionato in Serie B e quindi c’era bisogno di ristrutturare per quanto riguarda il settore Primavera, in cui il contesto è completamente diverso. La vicinanza del presidente, del direttore sportivo, la capacità e l’acume tattico dei responsabili dello staff tecnico hanno creato una buona compagine, in grado di giocarsela contro tutte le squadre.

Spiccano nel team i due lituani Zaleckis e Janonis, senza dimenticare Bunino, Armato e Casale, e anche Danza…

Zaleckis è stato da poco tesserato per via del fatto che è un ragazzo che arriva dalla Lituania. È alla terza partita che ha fatto con noi. Janonis invece non è ancora tesserato, è ancora in una fase di allenamenti. Bunino già due stagioni fa aveva fatto una piccola apparizione in prima squadra. Quest’anno si allena costantemente in prima squadra, è stato convocato in una nazionale importante come l’Under 19, ma soprattutto ha esordito in maniera importante sabato scorso giocando gli ultimi dieci minuti abbastanza bene. Ha enormi potenzialità, è in una fase ancora di miglioramento importante perché, oltre alle qualità tecniche, ha delle capacità atletiche superiori alla media. E nel calcio moderno, specialmente a livello di attaccanti,dove conta molto l’aspetto fisico, è una qualità importante. È un ragazzo che è già sotto la lente di molte società importanti. Poi una scelta strategica nostra era di tenere all’interno tre ragazzi del 95, Secondo, Negro, Danza, ai quali si è aggiunto anche Armato, per farli maturare ulteriormente perché per uscire nel mondo professionistico gli mancava ancora qualcosina.

È realistico per la Pro Vercelli parlare di lotta per i play-off quest’anno?

Chiaramente il nostro primo obiettivo è trovare ragazzi che siano pronti per la prima squadra, infatti facciamo rotazione dei ragazzi, che vengono convocati nella prima squadra o nelle amichevoli per fare esperienza. Poi, se il campionato ci dà la possibilità di disputare gare importanti come quelle contro la Juventus, la Fiorentina o il Torino, con delle realtà anche importanti come lo Spezia, che sta facendo molto bene, o il Bologna, per noi è molto importante. Se ci dovesse capitare l’occasione per avere un piccolo spazio anche per noi non ci tireremo certamente indietro.

Quali motivazioni dà un allenatore di una squadra Primavera che ha come obiettivo non tanto quello di vincere una competizione, quanto quello di far crescere i propri ragazzi?

Si dà come obiettivo il miglioramento, l’impegno e la serietà quotidiana e la possibilità di vedere, essendo vicini alla prima squadra, calciatori professionisti che stanno facendo benissimo in Serie B. Al di sopra del risultato, che può essere una vittoria o la posizione in classifica, io insisto moltissimo sul miglioramento individuale del singolo, per farlo diventare un calciatore professionistico.

Qual è la sua favorita per la vittoria dello scudetto Primavera?

Ho visto tutte le gare del nostro girone e la favorita è il Torino, allenato da Moreno Longo, che è molto preparato ed è già pronto per il grande salto. È riuscito ad amalgamare e proporre un calcio fisico, ma nello stesso tempo organizzato e tattico. Forse, a livello tecnico, il Torino di quest’anno è leggermente inferiore alla Fiorentina e forse un pochino anche alla Juventus, però ha altre qualità che sicuramente emergeranno. Per quanto riguarda gli altri gironi, vedo l’Inter una squadra molto attrezzata, che può contare su giocatori molto importanti, difatti nel girone sta facendo veramente bene.

Il calcio italiano non dà spazio ai giovani. Qual è la sua posizione?

Non sono molto convinto che parecchi stranieri sin dalle giovani leve possano aiutare il nostro calcio. Metterei dei limiti a certe situazioni che si stanno vedendo nei campionati giovanissimi, dove ci sono parecchi ragazzi stranieri. È una situazione molto particolare, molto delicata e da valutare, specialmente per i ragazzi che sono già in Italia o hanno famiglie italiane, quindi sono a tutti gli effetti ragazzi italiani. Però, per quanto riguarda i giovani che vengono dall’estero, starei molto, molto attento, soprattutto anche per invogliare e non togliere degli spazi a dei ragazzi nostri. Specie in certe categorie, come quella dei giovanissimi, farei delle riforme dove non vengano penalizzati i ragazzini che forse non hanno ancora concretamente avuto uno sviluppo fisico, ma hanno delle qualità e dei geni particolari. Queste riforme possono riguardare anche le classifiche. Tante volte vengono scartati dei ragazzini che hanno delle caratteristiche molto importanti, ma degli sviluppi un po’ più lenti rispetto ad altri, a scapito magari di altri che hanno caratteristiche meno importanti sotto l’aspetto tecnico o tattico, ma che in quel momento offrono maggiori garanzie dal punto di vista fisico. Al di là dell’aspetto dei ragazzi stranieri, dunque, starei molto attento anche a non togliere degli spazi a ragazzini che a livello tecnico hanno potenzialità importanti per darlo ad altri che invece emergono per qualità fisiche superiori.

Quindi questi sono anche i motivi per cui in Serie A i giovani arrivano sempre ad un età più tarda?

Arrivano più tardi, ma soprattutto certi ruoli sono già occupati da ragazzi non italiani che giocano fin dagli allievi o dalla Primavera. Mi farebbe molto piacere vedere qualche ragazzo disputare un campionato professionistico importante.



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